Oltre il Pride

Una passeggiata tra Piazza Unità d'Italia e il molo Audace

Piazza Unità d'Italia è la piazza principale di Trieste, si affaccia sul mare, e ospita gli edifici del municipio, della Giunta regionale e della prefettura. Inizialmente chiamata Piazza San Pietro, è stata ribattezzata Piazza Grande e successivamente Piazza Unità in seguito all'annessione di Trieste al Regno d'Italia nel 1918. Nel 1955, con il definitivo scioglimento del territorio Libero di Trieste, ha assunto il nome di Piazza Unità d'Italia. Di fronte alla piazza si trova il molo Audace, che deve il proprio nome al cacciatorpediniere Audace, la prima nave della Marina Italiana ad entrare nel porto di Trieste al termine della prima guerra mondiale. All'estremità del molo è situata una rosa dei venti in bronzo, la cui epigrafe commemora l'approdo.

Salire sul colle di San Giusto

Sul colle di San Giusto, centro storico della città, si trovano gli omonimi castello e cattedrale. La basilica cattedrale di San Giusto è caratterizzata da un rosone in pietra carsica. L'origine del castello di San Giusto, oggi adibito a museo, risale al XV secolo. Più che un castello, era stato concepito come una fortezza militare. Nel corso dei secoli è stato sottoposto a varie modifiche, assumendo l'aspetto attuale solo nel 1930, quando è stato ristrutturato con finalità turistiche. Sul Bastione Lalio è possibile visitare il Lapidario Tergestino, dove sono esposti bassorilievi, iscrizioni, sculture e resti architettonici di epoca romana.

Andare alla ricerca dei resti romani

Nel II secolo a.C., Trieste fu conquistata da Roma. I resti della Trieste romana sono rinvenibili ancora oggi, ad esempio nel teatro e nell'Arco di Riccardo. L'Arco di Riccardo era probabilmente una delle porte romane di accesso alla città. Nella zona della città che va dall'Arco di Riccardo al teatro, sono visibili altri resti di epoca romana.

Scoprire la storia del Castello di Miramare

Nel 1855, Massimiliano d'Asburgo, giunto alla baia di Grignano, decise di costruirvi un castello per sé e per la moglie Carlotta del Belgio. Del progetto fu incaricato l'architetto Carl Junker, che si occupò anche del parco di 22 ettari che circonda il palazzo. Il castello si affaccia sul Golfo di Trieste ed è costruito in bianca pietra d'Istria. Nel parco del castello sono presenti innumerevoli piante rare. Ed è presente anche il castelletto, abitato da Massimiliano e Carlotta durante l'ultimazione del castello. Si dice che il castello porti sfortuna a chiunque lo abiti e, infatti, è stato teatro di quella che potrebbe essere definita come una degna tragedia shakespeariana: Massimiliano morì giustiziato in Messico, Carlotta impazzì.

Farsi un selfie in cima al Faro della Vittoria

Il Faro della Vittoria è stato edificato nel 1923 da Arduino Berlam, in onore dei caduti in mare durante la prima guerra mondiale, così come testimonia l'iscrizione alla base. Il faro è sormontato da una statua della Vittoria alata mentre sul fronte è posta la statua di un marinaio, entrambe opera dello sculture triestino Giovanni Mayer. È possibile salire fino alla prima terrazza del faro e ammirare la vista del Golfo e della città.

Visitare la Risiera di San Sabba

Dopo l'armistizio di Cassibile (3 settembre 1943), Trieste, così come Udine, Gorizia, Pola, Fiume e Lubiana, venne sottoposta al controllo diretto del Terzo Reich. Il nome Risiera deriva dal precedente uso a cui era adibito il complesso di edifici prima di venire trasformato in un Polizeihaftlager (Campo di detenzione di polizia): questo era, infatti, uno stabilimento per la pilatura del riso. La Risiera di San Sabba fu adibita a lager nazista utilizzato principalmente per smistare i prigionieri diretti ai campi di concentramento. Tuttavia, sebbene la Risiera non fosse propriamente un campo di sterminio, vi furono uccise all'incirca 5.000 persone. L'essiccatoio per il riso venne trasformato in un forno crematorio, in cui si stima furono bruciati 3.500 prigionieri. Nel 1965, la Risiera di San Sabba è stata dichiarata dal Presidente della Repubblica monumento nazionale, in quanto unico lager nazista sul territorio italiano.

Un'escursione sul Carso

Nell'altipiano carsico è possibile svolgere numerose attività. Per gli amanti del trekking e delle passeggiate sono presenti numerosi sentieri, dai più semplici ai più impegnativi, al termine dei quali potrete rifocillarvi in un'osmiza. L'osmiza è un fenomeno prettamente carsico, risalente ai tempi di Carlo Magno, che concesse ai viticoltori dell'Impero di vendere direttamente il proprio vino segnalando l'attività con una frasca di edera. Giuseppe II d'Asburgo riprese questa usanza, concedendo ai contadini la possibilità di vendere vino sfuso per un periodo di otto giorni (in sloveno osem), da cui deriva il termine osmiza. In osmiza potrete consumare prodotti tipici come salumi e formaggi, oltre a uova e vino. Un'altra esperienza da fare sul Carso è scendere nella Grotta Gigante, la grotta turistica con la sala naturale più grande al mondo.

Una pausa caffè

Trieste è nota per il buon caffè e per i numerosi caffè storici, dove un tempo si potevano incontrare Saba, Joyce e Svevo e che ancora oggi sono luoghi di condivisione culturale. Se vi capita di ordinare un caffè a Trieste, state attenti al linguaggio: quel che nel resto del mondo è un cappuccino a Trieste è un caffellatte e quel che a Trieste è un cappuccino nel resto del mondo è un macchiato. Se vi sentite avventurosi, ordinate un capo in B.

Una nuotata a Barcola o alla Lanterna

In quanto città di mare, Trieste offre la possibilità di trascorrere un pomeriggio in spiaggia. Però non fatevi ingannare: se vi aspettate sabbia e ombrelloni resterete delusi, perché le spiagge di Trieste sono spiagge di sassi e di scogli. Quella più frequentata è Barcola, il lungomare che costeggia la strada statale, principale accesso alla città. Se cercate un'esperienza unica nel suo genere, recatevi a La Lanterna (chiamata El Pedocìn dai triestini). Quel che rende questo luogo particolare è il muro in mattoni che separa la parte di spiaggia dedicata agli uomini da quella dedicata alle donne. Tuttavia, se proprio detestate sassolini e scogli, dal lungomare di Trieste parte il Delfino Verde, un traghetto che in poco più di un'ora vi porterà a Grado, dove potrete prendere il sole su una spiaggia di sabbia dorata.